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TRE LAGHI TRE RIFUGI: CAMPIONATO ITALIANO FISKY A STAFFETTA

Enula Bassanelli
27/6/2010

IL SUCCESSO A SORPRESA DEL DUO CASSI - MAMLEEV REGALA ALLA VALETUDO L'ENNESIMA DOPPIETTA!!

Nella Tre Laghi Tre Rifugi SkyRace® i pretendenti alla vittoria finale erano in molti, inclusi alcuni campioni di valore mondiale come il neozelandese Jonathan Wyatt con il forestale Emanuele Manzi, ma alla fine la spuntano Emanulea Brizio-Cecilia Mora al femminile e Claudio Cassi - Mikhail Mamleev, entrambi della Valetudo Skyrunning

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VALBONDIONE (BG) - Avvincente e per nulla scontata, soprattutto per quanto avvenuto nella prima frazione, la skyrace Tre Laghi Tre Rifugi si è conclusa con la vittoria della coppia Claudio Cassi-Mikhail Mamleev; tra le donne, da registrare un altro trionfo dell'affiatato duo Cecilia Mora-Emanuela Brizio. Il team Valetudo porta a casa un bottino pieno, con i titoli italiani a staffetta sia maschili che femminili.

Nella ripida salita che ha contrassegnato la prima parte della gara, culminante al Passo del Corno, è rimasto in testa Jonathan Wyatt: fin qui, tutto come nelle previsioni. Il suo distacco dagli immediati inseguitori, però, non era tranquillizzante, in vista del tecnico tratto di discesa che conduce al Rifugio Curò. Infatti il neozelandese, sul terreno a lui non congeniale, ha dovuto cedere il passo ai due temibili frazionisti che gli stavano alle calcagna: Dennis Brunod e Claudio Cassi, nettamente più abili di Jonathan quando un sentiero comincia a scendere. Ecco quindi che il primo a dare il cambio presso il Curò era Brunod, il valdostano dell'esercito; 44” dopo arrivava Cassi, mentre Wyatt accusava un ritardo di 1'08”. A 4'15” inseguiva Michele Semperboni e a 6'15” Cristian Terzi.

Nella seconda frazione che riconduceva a valle, Mamleev (in coppia con Cassi) e Manzi (in coppia con Wyatt), superavano con facilità Diego Vuillermoz (in coppia con Brunod), delineando una situazione destinata a rimanere invariata fino al termine della gara. Miglior tempo, perciò, quello di Cassi-Mamleev; secondo miglior tempo per Wyatt-Manzi e terzo per Brunod-Vuillermoz.

Alle loro spalle Fabio Bonfanti (in coppia con Semperboni) correva per mantenere la quarta posizione. Sul percorso il pubblico gridava “Forza Fabio!”, ma qualche decina di secondi dopo Bonfanti sentiva le stesse persone urlare di nuovo “Vai Fabio!”, così si rendeva conto di essere tallonato da un altro Fabio: l'azzurro del fondo Fabio Pasini. Pasini si rendeva protagonista di una discesa tecnicamente impeccabile, al pari dei migliori skyrunner del mondo. Ma quel Fabio con la divisa nero-verde dell'Altitude (Bonfanti) ha magistralmente tenuto testa all'inseguitore con divisa Scais 3038 (il nuovo team fondato da Maurizio Bonetti).

Cecilia Mora e Manu Brizio, dicevamo all'inizio, non si sono lasciate sfuggire la vittoria e la conquista del titolo italiano - la Mora, un razzo in salita e la Brizio scatenata in discesa - ma le immediate inseguitrici, le friulane Paola Romanin e Jennifer Senik, si sono fatte valere, così come la terza coppia composta da Carolina Tiraboschi e Rossana Morè. Tra i master, netta superiorità dell'intramontabile coppia del GS, Orobie Pier Alberto Tassi-Gianfranco Baldaccini. Nella medesima categoria (master), ma in campo femminile, sono salite sul gradino più alto del podio Giovanna Cavalli ed Elisa Pelliccioli.

Le impressioni impressioni dei protagonisti

Enorme soddisfazione per il bellunese Claudio Cassi: “Dopo il successo nella Valtartano a coppie, quest'oggi il titolo a staffetta. Sono proprio contento. Sapendo che al via c'erano Wyatt-Manzi, pensavamo di lottare per la seconda posizione, invece in gara abbiamo capito che potevamo ambire a qualcosa di più. Quando Wyatt ha scollinato, aveva solo 1 minuto e mezzo di vantaggio, noi credevamo ce ne rifilasse addirittura 3. E in discesa sono riuscito a staccarlo. Ma non era ancora finita, perché dopo la discesa c'erano 2 km abbondanti più dolci. Al cambio sono arrivato secondo dietro Brunod. Poi eravamo consapevoli che Manleev, in discesa, era nettamente più forte del socio di Brunod”.

Lele Manzi accetta con entusiasmo la seconda piazza, anche perché nella passata edizione il suo socio Rinaldi, infortunato, si era visto costretto al ritiro: “Avrei preferito una gara con salita e discesa. Invece un percorso di sola discesa è meno adatto alle mie caratteristiche, soprattutto nei tratti tecnici. Ma avevo come compagno il più forte del mondo in salita. Al Rifugio Barbellino Mamleev mi precedeva di un paio di secondi appena, ma nella discesa per tornare al Curò mi ha distanziato, poi al Rifugio l'ho quasi riagganciato, era lì a 5-6”. Ma nel ripido tratto dello 'Scarico' ho perso un minuto secco, che ho mantenuto fino a Maslana, mentre nel finale ho recuperato qualcosa. Comunque è una bellissima gara, atipica, perché non esistono quasi più prove in cui uno deve fare solo salita e l'altro solo discesa”.

Dennis Brunod è raggiante per il terzo posto: “È andata molto bene, oltre le aspettative, perché il livello dei partecipanti era alto. Sono sempre stato secondo dietro a Wyatt, finché a metà discesa l'ho raggiunto e sorpassato. Ho preso parte a tutte e tre le edizioni di questa gara. È una corsa che mi piace molto, il percorso è bello e l'organizzazione ottima. Domenica prossima disputerò l'Orobie Skyraid con Sergio Bonaldi e Massimo Colombo”.

Ceclia Mora: “Sono contentissima. Ero preoccupata perché domenica scorsa ho avuto dei problemi a una gamba, invece in gara sono stata bene e ho tenuto, controllando le avversarie. Ho mollato un po' solo nel tratto in discesa. È la prima volta che partecipo alla Tre Laghi Tre Rifugi e devo dire che è un bel giro, ho visto dei posti splendidi”.

Emanuela Brizio: “È andata bene, la mia compagna nella prima frazione è rimasta sempre davanti, è stata bravissima, e io nella seconda parte ho continuato, portando avanti il suo vantaggio. La discesa è molto tecnica, l'ho fatta con cautela perché volevo portare a casa le caviglie. Il percorso è bellissimo e a me la discesa piace, anche perché dove è tecnica riesco a fare la differenza”.

Gianfranco Baldaccini: “Ottimo risultato, abbiamo vinto il titolo. Ho corso sempre un po' al gancio, perché dopo il freddo e la pioggia della Bolognano-Velo ho passato una settimana con la febbre. Ma avevo dato la parola al mio socio per questa gara così l'ho disputata ugualmente. Ed è andata benissimo, il vantaggio era esagerato, al primo cambio era già di 5 minuti e mezzo. Comunque è sempre dura partire da freddi e fare subito discesa, preferisco partire in salita, per la gamba è meno traumatico. Il posto è stupendo, poche gare hanno uno scenario di questo tipo, ma sia la discesa che la salita sono molto ripide. Nel mio programma c'è la seconda prova del campionato italiano di corsa in montagna, poi il 18 luglio siamo organizzatori di una Vertical a Camerata Cornello, il Monte Venturosa”.

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