TROFEO MEZZALAMA 2017 - CERVINIA (AO)

TROFEO MEZZALAMA 2017 - CERVINIA (AO) - Gli alpini ancora sul gradino più alto del podio al Mezzalama...

TROFEO MEZZALAMA 2017 - CERVINIA (AO)

Gli alpini ancora sul gradino più alto del podio al Mezzalama...

22/04/2017 - Scritto da: Maurizio Torri - letto 2914 volte

Finale dolce amaro nella gara in rosa per il terzetto Katia Tomatis, Alba De Silvestro e Axelle Mollaret. FOTO ON LINE!!!

Finale con il botto per il circuito di La Grande Course. A calare il sipario sulla stagione 2017 un Trofeo Mezzalama ricco di colpi di scena sia al maschile, sia la femminile.  Al traguardo, dopo una lunga serie di sorpassi e colpi di scena,  successo per gli alpini Michele Boscacci – Matteo Eydallin – Damiano Lenzi e per la squadra composta dalla francese Laetitia Roux, dalla svedese Emelie Forsberg e dalla svizzera Jennifer Fiechter. 

All’alba nel centro di Cervinia, le 297 equipe da tre elementi sono partite accompagnate dai fuochi d’artificio e dalla fanfara dei bersaglieri della Val d’Ossola. Da affrontare vi erano 37km e più di 3000m di dislivello positivo con passaggi sopra i 4000m di quota su cime mitiche come Castore e naso del Lyskamn. Alla maratona dei ghiacciai doveva essere bagarre e bagarre è stata per la gioia dei migliaia di spettatori che a tarda notte si sono alzati per seguire questa epica sfida e per tutti gli appassionati che hanno seguito la diretta streaming comodamente da casa.

A provare a rimescolare le carte in tavola ci hanno pensato Kilian Jornet, Werner Marti e Martin Anthamatten. Gli azzurri dell’Esercito, Damiano Lenzi, Michele Boscacci e Matteo Eydallin, hanno dovuto faticare più del previsto prima di passarli sull’ultima discesa e tagliare vittoriosi il traguardo in 4h18’50”, con 2’18” di vantaggio sul team svizzero-catalano. Classifica alla mano questo è il quarto Mezzalama vinto da Eydallin, il terzo da Lenzi e il secondo dal più giovane Boscacci.

 

 

 

A mettere il sigillo su una terza posizione mai in discussione William Boffelli, Pietro Lanfranchi e Jakob Herrmann a 12’33”. Quarti Nadir Maguet, Manfred Reichegger e Robert Antonioli, quinti Valentin Favre, Filippo Barazzuol e Alexis Sévennec.

Finale dolce amaro nella gara in rosa per il terzetto Katia Tomatis, Alba De Silvestro e Axelle Mollaret che hanno tenuto la testa della corsa  sino all’ultima picchiata verso Gressoney prima di essere passate da Jennifer Fiechter, Emelie Forsberg e Laetitia Roux. Per le vincitrici 2017 finish time di 5h37’49”. A 2’12” le due azzurre con la francese Mollaret. Terze le sorelle Annie – Katrine Bieler in team con la friulana Dimitra Teocharis.

 

 

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Commenti

Splendido terzo posto dei bergamaschi BOFFELLI- LANFRANCHI con JACOB HERMANN. William sei un grande..... Rhode.
Ma dello sbaglio di percorso della prima squadra nessuno dice niente ? Che sia uno sbaglio in buona fede o programmato per far guadagnare l esercito bispgnerebbe quantomeno parlarne, visto che la gara è cosi blasonata !
Non ne abbiamo parlato per il semplice motivo che nn c'è stato alcun ricorso. I secondi classificati hanno capito la buona fede dei loro avversari e nn hanno sporto alcun reclamo. Di polemiche inutili, di scelte sbagliate ne sono state prese abbastanza questa stagione. Per fortuna sto giro ha vinto il buon senso. Per fortuna sto giro ha vinto lo sport. Non c'è parsa vi fosse mal organizzazione e forse chi avanza questo dubbio non ha mai provato a organizzare un evento. Non ci è parso vi fosse la voglia di "fregare" qualcuno. I primi, nel dubbio, hanno semplicemente tirato dritto come avrebbe fatto chiunque di noi. Poi, comodamente da casa, qualcuno potrebbe o meno avere da ridire. Ma certi tifosi li lasciamo volentieri al calcio. Il fare polemica a tutti i costi non ci sembra la cosa giusta. E' stato un grande sabato di sport. E' stata un'epica sfida tra due grandissime squadre. Quello c'è piaciuto raccontare. Punto, fine.
Sei un grande Maurizio....
Buongiorno Maurizio, apprezzo i toni pacati della tua risposta, e lungi da me volere fare polemica ad ogni costo. Permettimi solo di valutare piuttosto improbabile un taglio di percorso "involontario" o "in buona fede", da parte di un team che ha speso buona parte delle ultime settimane a saggiare in lungo ed in largo ogni metro del percorso. Sicuramente la presenza sul percorso del Comandante ha messo un bel po' di pressione a tutti i membri dell'esercito (sia chi correva che ci faceva assistenza), ma secondo me questo non giustifica il taglio. Che poi i secondi classificati (ma ai 3° ed agli altri qualcuno ha chiesto qualcosa???) signorilmente abbiamo lasciato correre è un altro discorso... In ogni caso, alla luce di quanto emerso, stridono un po' le dichiarazioni dei vincitori nel dopo gara, e forse si capisce un po' della faccia imbarazzata di Boscacci nelle interviste a caldo subito dopo il traguardo.
E stare un po`attenti al briefing che si fa prima della gara??? Noi comuni mortali nella pancia del gruppo che seguiremo solo quelli che ci precedono, stiamo attentissimi al briefing. Qualcuno pensa di essere superiore in tutto, non si presenta o gioca con il cell......
Infatti nel Briefing era stato detto che andavano seguite le paline fino alla fine onde evitare di finire in un crepaccio, magari di crepacci in quel punto non ce n'erano ma di paline si!
Ciao, se proprio vogliamo dirne altre Emilie Forsberg ha rotto un rampone e ha fatto tutta la salita al Naso del Lyskamm accompagnata da una guida che l'ha scortata fino alla sommità... questa condotta era da sanzionare? Ne han parlato con le seconde? C'è chi poi ha perso i ramponi lungo la discesa dal Castore al Quintino Sella e se li è fatti prestare da amici ai piedi della salita del Naso salvaguardando la propria posizione nella top ten... è giusto o sbagliato? C'è chi ha cambiato due volte lo sci perché il proprio è andato perso; c'è chi aveva i ramponi in alluminio nonostante l'obbligo di quelli in acciaio... e probabilmente ce ne saranno altre da raccontare! Il Mezzalama è una gara unica, in cui più che un regolamento dovrebbe valere un codice etico: premessa l'onestà (ognuno fa i conti con se stesso), sull'agonismo dovrebbe sempre prevalere la solidarietà, la sicurezza e il rispetto per la montagna.

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