KILIAN JORNET & LA SICUREZZA IN MONTAGNA

KILIAN JORNET & LA SICUREZZA IN MONTAGNA - Montagne e natura non sono ambienti che possiamo controllare....

KILIAN JORNET & LA SICUREZZA IN MONTAGNA

Montagne e natura non sono ambienti che possiamo controllare....

16/09/2017 - Scritto da: Redazione - letto 849 volte

"Credo, dalla mia esperienza, che i regolamenti e le limitazioni possano essere una soluzione a breve termine, ma non buona nel lungo periodo"...

“Bref, si on grimpe coté italien c'est legal?” ("Dunque, se si sale dal versante italiano è legale?"). In molti si ricordano il tweet di Kilian Jornet  del mese scorso con tanto di foto nudo in vetta del Monte Bianco per protestare con il sindaco di Saint Gervais-Les Bains, Jean-Marc Peillex, che aveva appena firmato un’ordinanza con la quale imponeva un’attrezzatura adeguata a chi si avventurasse sulla via normale.

 

Poco dopo il campionissimo del team Salomon aveva puntualizzato: “Non centrano i materiali ma la conoscenza del loro utilizzo e l’esperienza di ognuno”. Questo botta e risposta tra il massimo esponente del mondo outdoor e il primo cittadino di Saint Gervais-Les Bains aveva fatto non poco discutere. In molti si erano schierati al fianco del catalano, molti altri lo avevano criticato. A “bocce ferme”, giusto puntualizzare e fare capire ai più che uno sportivo e un alpinista del suo calibro ha massimo rispetto per la montagna e le sue regole….

 

 

 

Sono felice che le persone stiano all’aria aperta a contatto con la natura, perché credo che in questo modo possano avere una migliore comprensione dell'ambiente, della salute e di altri valori che non siano lo stile di vita sedentario. Naturalmente, a seconda di dove si va, specialmente nei terreni alpini, c'è sempre un fattore di rischio da tenere in considerazione.

Quando andiamo in montagna siamo in un ambiente rischioso. Nessuno ne è immune. Credo, dalla mia esperienza, che i regolamenti e le limitazioni possano essere una soluzione a breve termine, ma non buona nel lungo periodo. Tutto ciò deve arrivare dall’istruzione (cominciando a una giovane età e continuando nella vita di tutti i giorni) e dall’allenamento. Quando sono in montagna, e sto per iniziare una nuova “attività”, rivolgo circa il 50% del mio tempo nella valutazione delle condizioni precarie, se non ho le capacità o non mi sento al sicuro in quella situazione o in quel luogo. Ecco alcuni passi per aiutarti a capire il mio processo di pensiero, se ne vale la pena di continuare o se è meglio “girare alla larga”:
 

 

COMPRENDERE L’AMBIENTE
L’alpinismo è un'attività che presenta dei rischi. Non possiamo pensare di essere al sicuro. Abbiamo bisogno di sapere che le montagne e la natura non sono un ambiente che possiamo controllare. Anselme Baud ha detto che quando era giovane aveva paura di se stesso, non conoscendo le sue capacità, ma non aveva paura dell'ambiente, quando si è più maturi è l'opposto. Dobbiamo capire che le montagne non sono molto prevedibili e potrebbe accadere di trovarci in situazioni inaspettate. Le montagne potrebbero “muoversi”, le rocce possono cadere, potrebbero aprirsi dei crepacci o scendere valanghe. Ed è diverso in ogni zona di montagna, a seconda della formazione geologica (granitica, calcarea, etc.), o dei modelli metereologici e climatici (vicino al mare, in un paese, più a nord o più a sud), nelle formazioni dei ghiacciai o la qualità della roccia. Quindi dobbiamo capire in quale sistema di montagna siamo, cercare i possibili rischi e prevenirli.

 

 

 

 

APPROCIARSI CON UMILTÀ
È fondamentale conoscere le nostre capacità, la nostra esperienza e la nostra tecnica. Se vogliamo progredire dovremmo allenarci e migliorare le capacità tecniche in luoghi sicuri (facendo arrampicate su pareti indoor o training di resistenza su percorsi a basso rischio, arrampicate su ghiaccio con corda) ed essere veramente sicuri delle nostre capacità prima di andare in montagna, dove è importante avere sempre con sé margini relativamente ai nostri limiti. Non possiamo sopravvalutare le nostre capacità quando ci troviamo in un luogo rischioso perché abbiamo una sola possibilità e la nostra vita è a rischio. Potrebbe capitare naturalmente di commettere degli errori a causa dell’inesperienza, possiamo cadere o avere incidenti. Questo è parte del processo di apprendimento e molte volte ci guardiamo indietro e diciamo: "Oh, quel giorno sono stato stupido. Mi sono esposto a rischi molto più del dovuto". Si tratta di un processo di apprendimento, ma dobbiamo cercare di minimizzare i rischi il più possibile.

 

 

IMPARA
Non smettere mai di imparare e di osservare la natura e le montagne dove sei. Guarda i ghiacciai d'estate per vedere come si muovono i crepacci. Osserva le condizioni della neve ogni giorno e come il vento influisce su di loro. Guarda come le temperature calde influenzano la roccia in ogni luogo, o dove il sole modifica neve morbida o dura, o ghiaccio. Ancor più importante, avere dei tutor: persone con più conoscenze ed esperienze che le possano condividere con noi. Oppure appoggiarsi alle Guide di montagna. E cercare informazioni. C'è molto sui siti Internet, come La Chamoniarde, encorda2 ENSA - Ecole Nationale de Ski et d'Alpinisme. Si possono imparare anche un sacco di cose sul campo. È importante trascorrere una settimana prima di ogni stagione invernale, facendo ricerche sulle valanghe, sui soccorsi nei crepacci e analizzare gli strati di neve prima di iniziare l’attività. All’inizio dell'estate, allenati di nuovo con la corda e ripassa tutte le regole di sicurezza.

 

 

 

PROGRAMMA E ADATTATI
Crea una programmazione della tua attività: la via da percorrere, i percorsi alternativi e le fughe, le previsioni meteo, le mappe topografiche e le descrizioni delle rotte e analizza immagini e mappe. Vai con qualcuno. Se vai da solo, segnala a qualcuno dove stai andando, o dai qualche indicazione. Pensa agli attrezzi necessari per ogni attività e per ogni situazione. Soprattutto, durante l'attività adattati alle condizioni. Non è mai un errore tornare indietro. Se si tratta di una calda estate sulle Alpi, possono esserci rocce che cadono e crepacci aperti più di quanto previsto. Se c'è neve fresca o dopo alcuni giorni di pioggia, il terreno può essere scivoloso e bagnato e le crepe possono essere nascoste dalla neve fresca. Se non ti senti fisicamente bene, potresti impiegarci più tempo, essere più stanco e non essere capace di muoverti al meglio. Le montagne non vanno da nessuna parte. Basta andare a casa, allenarti e prepararti più duramente, e tornare quando la situazione è migliore.
 

 

 

 

ACCETTA
Una volta comprese le condizioni della montagna e le tue capacità personali, determina se i rischi sono accettabili. Questo è molto personale e singolare. Ogni persona deve prendere del tempo per farlo prima di iniziare ogni attività. Non farlo perché gli altri lo fanno o lo hanno fatto. Le condizioni possono cambiare in poche ore e ciò che è stato facile salire due giorni prima, può diventare veramente duro oggi. “El Cap” può essere affrontato per un essere umano, ma la sua scalata è veramente difficile per la maggior parte di noi. E sì, l'alpinismo significa spesso accettare rischi e andare incontro all'ignoto. Per alcune ascensioni/scalate, forse uno o due nella vita delle migliori carriere alpiniste, è richiesto di prendere la decisione di andare incontro al rischio di potere perdere la vita. Vuoi accettarlo? Prova a capire se sei pronto per quello che farai e per accettare i rischi delle attività.

 

 

(Credit foto @Jordi Saragossa)


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